Un po di storia...

Dal 1994 al 2001 esisteva una squadra a Navelli (UNIONE94), dopo 9 anni di astinenza, il terremoto a smosso oltre che la terra anche la voglia di rivincita da parte di tutti e in particolare di un gruppo di amici che hanno deciso di ricreare un gruppo legato al calcio per stare insieme e condividere una passione comune....cosi nasce ASD Altopiano di Navelli'09.. con l'idea di raggruppare tutti i giovani e meno giovani del comprensorio sotto un'unica bandiera.In poche parole questa e la nostra giovane storia.

Scrivono di noi...

L'AQUILA - Dalla distruzione puo anche nascere qualcosa di buono. Questo il motto della neonata societa Asd Altopiano di Navelli 09, formazione dilettantistica attualmente militante nel girone aquilano di Terza Categoria, nata in circostante inusuali.

L'idea ha preso forma nella tendopoli allestita sul campo di Navelli (L'Aquila), che attualmente ospita gli allenamenti e le partite casalinghe dei gialloverdi, residenza post-sima di molti amici che si riunivano un giorno a settimana per giocare a calcetto, oggi giocatori della dell'altopiano.

Tanti i progetti della formazione aquilana, che ha affrontato il suo primo campionato nella stagione 2009-2010, classificandosi quart'ultima.

Anche la stagione in corso, 2010-2011, e di rodaggio, ma i ragazzi del presidente Valentino Cianfarano vogliono far sul serio, soprattutto per dimostrare che il calcio puo essere una "scossa" alla vita di una giovane comunita di provincia.

In attesa del restyling del campo di Navelli, si pensa anche ai piu piccoli,

con la nascita della scuola calcio per i pulcini, allenati da Fabrizio Dell'Isola, capitano della prima squadra, che ha conseguito l'attestato da mister.

A esporre gli obiettivi del giovane club il presidente del sodalizio Cianfarano.

"Dopo il sima - esordisce - la squadra e stata iscritta al campionato di Terza Categoria con obiettivi non ambiziosi. Il nostro spirito era quello di aggregare i ragazzi di questo territorio periferico. Molti non sapevano cosa fare, cosi lo stare insieme si riduceva a una domenica di calcio".

"Stiamo cercando di valorizzare la nostra rosa - aggiunge sul campionato - formata da persone di paesi limitrofi e in futuro dovrebbero anche arrivare i risultati. La differenza in Terza Categoria, secondo me, la fa lo stato psicologico con cui entri in campo, assieme all'impegno e alla concentrazione. Le partite si perdono per una punizione e per un rigore, il girone e equilibrato".

Il primo tifoso parlato poi dei prossimi lavori sul campo di Navelli.

"Il Comunale - spiega - a breve verra migliorato con l'adeguamento del riscaldamento, dell'impianto elettrico e degli spogliatoi, grazie all'impegno dell'amministrazione comunale".

Oltre a essere presidente, Cianfarano, classe 1967, e l'unica punta di ruolo del Navelli, un elemento fondamentale anche in campo, come sostiene capitan Dell'Isola.

"E una punta - dice - alta 1 metro e 90, che oltre a far salire la squadra e fondamentale a tutti livelli: morale, tattico e tecnico".

Capitan Dell'Isola, punto di riferimento del giovane gruppo, lavora di concerto con il mister gialloverde Roberto D'Innocenzo, soddisfatto del proprio gruppo dall'importante margine di crescita.

"Anche se i risultati non vengono - dice l'allenatore - questa e una squadra da Seconda Categoria. In Terza piu o meno tutte le squadre sono allo stesso livello. La nostra rosa e completa; qualche elemento proviene anche da categorie superiori".

"Il gruppo - sostiene - e di qualita ed e ancora in rodaggio perché abbiamo solo due anni sulle spalle. Lo spogliatoio e ottimo. Sono molto fiducioso per il futuro, perché ci sono tutti i presupposti per crescere".

Il trainer D'Innocenzo si sofferma poi sul modulo, vera e propria mania di tutti gli appassionati di calcio.

"Inizialmente - spiega - abbiamo provato a giocare con il 3-4-3, ma non e andato come credevamo. Siamo cosi passati al 4-3-1-2, con il classico trequartista si soffre a centrocampo, ma facciamo piu gol".

A gestire in sintonia il Navelli con il trainer D'Innocenzo, il capitano aquilano Dell'Isola.

"Le decisioni - afferma - le prendiamo insieme, lavoriamo in simbiosi e demeriti e meriti vanno a entrambi. Tra di noi c'e un rapporto di stima reciproca, anche se a volte abbiamo idee diverse rispettiamo le scelte".

Dell'Isola si sofferma poi sulla sua esperienza da capitano.

"Non sono tra i veterani - precisa - pero questo ruolo riesco a ricoprirlo in maniera completa. La squadra e giovane, i ragazzi si confidano con me. Sono il giusto tramite tra lo spogliatoio e il mister. Se c'e da battere un rigore o una punizione di certo non mi tiro indietro".

Infine il centrocampista guarda al futuro con fiducia. "Il terremoto - conclude - ci ha dato la 'scossa' per dare il via alla squadra. Oggi abbiamo una dirigenza e un gruppo importante. Sono fiducioso per il futuro. Dobbiamo essere bravi a capitalizzare al massimo i tempi e a gestire al meglio i costi". 

Articolo di Alessia Lombardo per "AbruzzoWeb"